greca
Gli Arganiers e l'ecosistema

Negli anni ottanta l’Arganier era minacciato da una costante e progressiva deforestazione e la raccolta delle sue bacche, da cui si ricava l’olio, pressoché abbandonata. Il resto del mondo non avrebbe saputo quasi nulla di questo albero se non fosse stato per le ricerche scientifiche della dottoressa marocchina ZOUBIDA CHARROUF, docente di scienze chimiche presso l’Università Maometto V a Rabat, e prima donna a fondare un’associazione femminile per custodire e curare la crescita di quest’albero in Marocco. Lo sfruttamento dell’Arganier ha UN RUOLO ECONOMICO E SOCIALE non trascurabile per il Marocco. Circa due milioni e mezzo di marocchini vivono dei proventi derivati dall’Arganier, la prima risorsa di un territorio molto povero contribuendo così ad evitare l'esodo rurale.

L’Arganier esiste in Marocco da 80 milioni di anni e nel Terziario ricopriva vaste superfici del Nordafrica. Nonostante la scarsità di acqua nel sottosuolo, l’Arganier è un albero molto longevo tanto da esser considerato sacro, che può arrivare fino a 150-200 anni di età ed è un elemento indispensabile per mantenere intatto il fragile ecosistema di questa regione al confine con il deserto: le sue radici, che arrivano sino a 30 metri di profondità, frenano l’erosione del terreno e rallentano la desertificazione. Le foreste sono protette dal programma MAB dell’Unesco e da un piano di rimboschimento che porta i primi risultati. Parallelamente, è nata la Fondazione Mohammed VI per la ricerca e la salvaguardia dell’Arganier. L’UNESCO ha riconosciuto ultimamente l’Arganier come ALBERO DELLA VITA. Esso occupa circa 830.000 ettari della superficie marocchina, dichiarata nel 1988 dall’UNESCO, Riserva della Biosfera.

deser_argan

arganier_albero_della_vita